C’è una domanda che la compilation “Hypnotised Balearic Trance” si porta dentro fin dal titolo: dove eri nei tardi anni 90? Se la risposta include una qualsiasi combinazione tra clubbing, isole, tramonti e musica che sembrava scritta apposta per l’orizzonte, allora questa raccolta parla direttamente a te.

    Il 5 maggio 2026 esce il nuovo capitolo della serie Hypnotised, curata da Arjan Rietveld, autore di Hypnotised: A Journey Through Trance Music 1990-2005. Mentre i capitoli precedenti hanno esplorato la trance paese per paese (Belgio, USA, Olanda), questa nuova puntata cambia angolazione: non più la geografia, ma il suono. Un sotto-genere preciso, irripetibile e profondamente legato a un luogo, uno stato d’animo, un’epoca.

    Cos’è la Balearic Trance

    La Balearic Trance non è nata da un calcolo. È nata quasi per caso, in uno dei posti più imprevedibili che si potesse immaginare: il Café del Mar di Ibiza. Nella sua forma originale era essenzialmente era molto chillout con un kick: un’idea apparentemente incongruente che si rivelò immediatamente perfetta per il dancefloor.

    Molti sostengono che il momento della sua nascita sia stato quando Chicane piazzò un kick drum sotto il suo classico “Offshore”. La compilation non parte da lì, ma da “Already There”, l’overture di quello stesso brano, e da quel punto traccia un percorso che nessuna altra selezione ha mai percorso in modo così sistematico.

    La struttura: tre dischi, tre dimensioni

    Disco 1 – Anni 90 (Outdoor)

    Il primo disco è pura nostalgia. Si apre con l’overture di Chicane, poi arriva il brivido immortale di Three Drives’ “Greece 2000”, il galleggiamento di Nalin & Kane “Beachball”, il remix di Rank 1 di York “Reachers of Civilization”. Ci sono anche “Air” di Ferry Corsten sotto l’alias Albion e il Summerbreeze Mix di Tiësto di “Caught Me Running”. Chicane, York, Svenson, Goldenscan: ogni brano è un tuffo preciso nell’estate che tutti ricordano come quella più bella.

    Disco 2 – Anni 2000 / Indoor

    Il secondo disco sposta la prospettiva all’interno. Si apre con la languida tensione di The Auranaut “People Want to Be Needed”, poi sale con Armin van Buuren e Justine Suissa in “Burned With Desire” e il remix di Gabriel & Dresden di Andain “Beautiful Things”, tra i pezzi più emozionanti dell’intera era. Lightscape, Estuera, Solarstone e Filterheadz costruiscono un secondo atto più introspettivo, rivolto verso l’interno come le serate che finivano nei club dopo i tramonti in spiaggia.

    Disco 3 – Anni 2000 / Outdoor

    Il cerchio si chiude dove tutto era cominciato. Il terzo disco si apre con il Michael Woods Remix di “Café Del Mar” di Energy 52, il brano che per molti fu la prima scintilla dell’intera scena. Da lì, un viaggio progressivo verso la trance ambientale pura: Solarstone “The Calling”, Moonman “Galaxia”, Rank 1 “Airwave” nella splendida Sunset Mix. La conclusione affidata a Hemstock & Jennings, Leama e Planisphere ha la qualità di un’alba lenta: qualcosa che trasporta, che illumina, che resta.

    27 tracce, quasi quattro ore

    In totale, Hypnotised Balearic Trance raccoglie 27 tracce per quasi quattro ore di musica, bilanciando classici indiscutibili e perle da crate-digging come la “La Paloma” di Dove Beat (con quel riff di Transformer Too), “Sunrise” di Goldenscan e la malinconico “One More Day” di Mr. Sam vs Tim Coltrane.

    Non è una semplice raccolta di successi: è una mappa emotiva di un’epoca specifica della musica elettronica, curata con la stessa cura enciclopedica che Rietveld ha dimostrato nel libro e nei capitoli precedenti della serie. Per chi quella stagione l’ha vissuta, sarà un viaggio. Per chi l’ha scoperta dopo, sarà una rivelazione.

    Hypnotised Balearic Trance è in uscita il 5 maggio 2026.

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