C’è un momento in cui un festival smette di essere soltanto un evento e diventa un’immagine che resta nella memoria. Il 9 e 10 ottobre 2026, alle Grandi Piramidi di Giza, EXIT Festival e P+US hanno creato esattamente quello con la prima edizione di Starlight Festival.

    Il festival sold-out ha riunito fan da 114 Paesi e ha portato per la prima volta in Egitto Charlotte de Witte, insieme a Michael Bibi, Adriatique, Indira Paganotto, Enrico Sangiuliano, Vintage Culture, Pete Tong e WhoMadeWho.

    Il primo festival multi-giorno alle piramidi

    Starlight è stato il primo festival di musica elettronica multi-giorno e multi-stage mai organizzato alle piramidi di Giza. È anche l’evento elettronico più grande tenuto presso l’ultima delle Sette Meraviglie del Mondo Antico dopo il concerto di Jean-Michel Jarre del 1999.

    Le due serate principali si sono svolte su un’area dedicata con vista sulle piramidi, mentre apertura e chiusura del weekend si sono svolte a Il Cairo

    Il risultato è stato un festival che ha unito paesaggio antico, musica contemporanea e una produzione visiva di grande scala.

    Una lineup costruita per il grande palco

    Charlotte de Witte ha guidato il programma con la sua prima esibizione in Egitto. Accanto a lei sono saliti sul palco artisti come:

    Il festival ha coinvolto più di 60 artisti internazionali e regionali, distribuiti su più palchi.

    No Sleep: il palco più frequentato dopo il Main Stage

    Dopo il Main Stage, l’area più frequentata è stata No Sleep, lo stage di EXIT dedicato alle sonorità più intense e underground.

    La programmazione ha incluso Charlie Sparks, BIIA, Layla Benitez, Paolo Ferrara e Olympe, insieme a Fiona Kraft, Floyd Lavine, Lanna, Coeus, Reblok, Clonee e Deer Jade. Non sono mancati numerosi artisti della scena regionale.

    Tra i momenti più ricordati ci sono stati i live di WhoMadeWho e Satori, mentre Gioli & Assia hanno chiuso il weekend con il farewell show dell’11 ottobre al Cairo.

    Una produzione visiva pensata per le piramidi

    La produzione è stata affidata a Sila Sveta, lo studio di design multimediale noto per lavori legati a grandi cerimonie e concerti internazionali.

    Il light show ha utilizzato illusioni ottiche per far sembrare le piramidi sospese sopra il Main Stage. Un effetto che ha trasformato il paesaggio in parte integrante della scenografia, creando uno dei momenti visivi più forti del festival.

    Un pubblico internazionale

    Il dato più significativo è forse il pubblico: fan arrivati da 114 Paesi.Molti hanno ballato durante le calde notti desertiche con le piramidi alle spalle, per poi esplorare Il Cairo e il resto del Paese nei giorni successivi. L’evento ha così assunto una dimensione che va oltre il semplice festival musicale.

    Gli artisti hanno vissuto l’esperienza

    Anche gli artisti hanno trasformato il festival in un’occasione per scoprire l’Egitto.

    Michael Bibi ha portato con sé i genitori e, dopo il suo set sul Main Stage, è entrato tra il pubblico di No Sleep per ballare in incognito. Charlotte de Witte è rimasta tre giorni con suo padre e alcuni amici, tra camel ride e cibo locale.

    Indira Paganotto è arrivata con la sua crew ARTCORE di 13 persone, direttamente dal closing party dell’UNVRS di Ibiza.

    Il significato di Starlight per EXIT

    La prima edizione di Starlight ha rappresentato anche il punto d’arrivo del tour internazionale di EXIT, avviato dopo che il festival serbo è stato costretto a lasciare il proprio Paese.

    In questo contesto, il successo di Giza assume un valore ancora maggiore: EXIT ha dimostrato di poter portare la propria identità e la propria community in un nuovo contesto internazionale, senza perdere la propria energia.

    Starlight torna nel 2027

    La prima edizione ha già stabilito Starlight come uno degli appuntamenti da segnare nel calendario globale della musica elettronica.

    Il festival tornerà alle piramidi di Giza il 5 e 6 novembre 2027. La pre-registrazione per la seconda edizione è già aperta.

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