Solarstone (Intervista esclusiva)

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Se amate la Trance, non potete assolutamente lasciarvi sfuggire il nuovo volume della compilation “Pure Trance”. Abbiamo avuto l’occasione di intervistare Solarstone, punto di riferimento e inventore del marchio Pure Trance, siete curiosi e volete sapere cosa ci siamo detti? Allora non vi resta che leggere questa interessante intervista 😉

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Parlaci dei tuoi inizi, quando nasce artisticamente Solarstone?
A metà degli anni novanta ho firmato 3 brani con il nome Space Kittens, poi nel 1996 quando ho prodotto il primo Solarstone “The Calling” ho deciso di trovare un nuovo nome perché lo stile era totalmente diverso dai precedenti, quindi ho scelto il nome “Solar Stone”. Il boss di Hooj Choons ha insistito per alcune settimane per avere il nuovo nome ma eravamo in disaccordo su tutti in nomi proposti, poi un giorno mi chiamò e disse “Stiamo facendo la copertina proprio ora, se non trovi un nome entro 20 minuti ti chiamerò ‘The Pleasure Tendency”. In studio avevo un libro “Acient Art & Mythology”, ho deciso di lasciarlo cadere a terra in modo da scegliere in modo casuale il mio nome, dopo diversi tentativi finalmente il libro si aprì su una pagina dove era stampata una fotografia di un antico dipinto egizio con una cometa che cadeva dal cielo. Il dipinto si chiamava “The Solar Stone”. Poi nel 2005 ho deciso di fondere le due parole in una sola, perché penso che esteticamente sia molto più gradevole.

Quando è nata l’idea di realizzare le compilation Pure Trance?

Tutto questo è avvenuto circa 2 anni fa quando il movimento Pure Trance ha trovato il suo slancio, i miei “Pure Mixes” stavano diventando molto popolari e abbiamo deciso di lanciare un nuovo concetto per quanto riguarda gli eventi nei club. Naturalmente la musica che suonavo aveva bisogno di una ulteriore piattaforma, così ho deciso di raccogliere un numero di tracce sufficienti per creare una serie di compilation. Nacque così la serie “Pure Trance”, il primo volume è stato rilasciato nel mese di novembre del 2012, questa compilation è diventata la celebrazione annuale della musica che il movimento porta avanti. Ogni anno scelgo un secondo dj dal nostro roster per compilare e mixare il secondo CD della compilation “Pure Trance”.

Nei precedenti volumi hai mixato le compilation con Orkidea e Giuseppe Ottaviani, in questo terzo volume con Bryan Kearney, parlaci di questa collaborazione, come nasce.
Ho trovato giusto che Bryan selezionasse e mixasse il secondo CD di questa nuova compilation. Il vol.1 mixato da Orkidea era molto Deep, mentre Giuseppe ha uno stile così unico e particolare, quindi per questa edizione il sound doveva essere ancora diverso. Bryan è una vera e propria stella nascente, è molto richiesto, ha suonato in molti eventi Pure Trance, proprio per questo è stata una scelta logica. Il suo mix è puro e deciso, melodico e trascinante, esattamente quello che vi aspettereste da Bryan, inoltre è il perfetto proseguimento del CD 1 mixato da me. Ho molto rispetto per il ragazzo, segue il suo istinto ed è guidato dalla passione che prova per questo genere musicale.

Come hai scelto i brani che fanno parte del terzo volume della compilation Pure Trance?
Inizialmente ho contatto una serie di produttori con i quali ho un buon rapporto e ho chiesto a loro di pensare come contribuire alla realizzazione di questo nuovo album, era il mese di aprile di quest’anno. Ho iniziato tenendo sott’occhio le tracce che potevano essere usate per i miei “Pure Mix”, cercando di mantenere il giusto equilibrio tra brani strumentali e vocali, cosa che trovo molto importante, e volevo che tutto fosse in un qualche modo esclusivo, è un grande compito. Ho deciso di realizzare un mio “Pure Mix di “Mr. Slade” di Gai Barone dopo averlo sentito suonare durante il nostro Pure Trance boat party in Toronto, infatti qualcuno ha sentito che stavo chiedendo le parti per il remix durante lo show e l’ha segnalato su twitter, in pratica la gente sapeva quello che stavo per fare ancora prima che io lo avessi iniziato. In merito al mixaggio, il mio approccio alla compilation è “multi-level”, richiedo sempre le parti e le acapella delle varie tracce per creare un mix particolare e unico e non il classico mix “end-to-end”. Naturalmente è possibile ascoltare le singole tracce quando si acquista l’album su iTunes o su altri portali, ma sono i mix in successione che rappresentano la vera essenza dell’album.

Quali caratteristiche deve avere un brano per essere inserito nei tuoi set?
È molto semplice rispondere, devono trasmettere emozioni, essere forti melodicamente e devono essere create con il cuore. Non è difficile capire quando un brano è in grado di trasmette emozioni, tutto questo è parte integrante del suono “Pure Trance”. Le produzioni fredde e dure che non trasmettono nulla non trovano mai spazio nei miei set, è possibile trovare produzioni potenti e decise ma con un intensa matrice emotiva.

EN

Tell us about your beginnings, when it was artistically born Solarstone?
In the mid 90’s I was part of a 3-piece act called ‘Space Kittens’, then when we produced the first Solarstone track ‘The Calling’ in 1996 we decided a new name was needed as the musical style was very different – hence the name ‘Solar Stone’ was chosen. The boss of Hooj Choons at the time was pressing us for the new name for a few weeks and we simply could not agree on one, then one day he called & said “We are doing the artwork now & if you don’t come up with a name in 20 minutes I will call you ‘The Pleasure Tendency”. So, we had a book of ‘Ancient Art & Mythology’ in the studio & decided to flick through the pages at random & drop it on the floor, & whatever was on the open pages would christen the band. After a couple of false starts where there was only text, the book opened to a page upon which was printed a photograph of an ancient Egyptian painting featuring a comet falling from the sky. The painting was called ‘The Solar Stone’. It was in 2005 when I decided to merge the two words into one as I think it’s more aesthetically pleasing that way 🙂

When did the idea for the compilation Pure Trance?

This came about as the Pure Trance movement gained momentum around 2 years ago, my ‘Pure Mixes’ were proving popular and we decided to launch our own club events concept. Naturally the music I was playing needed a further platform, so I decided to collect enough tracks together to create a series of compilations – Pure Trance Vol. 1 was released in November 2012 and it has become an annual thing – a yearly celebration of the music which propels this movement forward. Each year I choose a second Dj from our ‘Pure Trance’ roster to compile & mix the second disc.

In the previous compilations you have mixed with Orkidea and Giuseppe Ottaviani, in this third volume with Bryan Kearney, tell us as it is born this partnership.
It made sense to me for Bryan to mix Disc 2 of this compilation. For Vol. 1, Orkidea’s mix was a little deeper, Giuseppe’s was, well… Giuseppe being Giuseppe – his style is so unique, therefore this edition needed to be different again. Bryan is a real rising star, he is very much in demand and plays a lot of our Pure Trance events – it was a logical choice. His mix is raw and tough, melodic and driving – exactly what you’d expect from Bryan- and is follows on really well from the end of my disc, Disc 1. I have a lot of respect for the guy as he follows his instincts and is driven by a passion for this music.

How did you choose the songs that make the third volume of the compilation Pure Trance?
I initially contacted a handful of producers whom I have a good relationship with and asked them to think about contributing something to the album – this was back in April this year, and I started keeping my eye out for tracks that might work with a ‘Pure Mix’. Getting the balance right between instrumental and vocal tracks is also important, and I wanted everything to be exclusive in some way – it’s a big task! I decided to record a Pure Mix of Gai Barone’s ‘Mr. Slade’ when he played it at our Pure Trance boat party in Toronto, in fact somebody overheard me asking him for the stems (remix parts) during the show – and posted it on twitter! People knew I was doing it before I’d even started. Regarding the mixing, I approach all of my compilations as a ‘multi-level’ thing – acquiring the stems and acapellas for all tracks so that I can weave things in and out rather than it being an ‘end-to-end’ mix. The end result is a mix which stands up in its own right – of course you can listen to the individual tracks when you buy the album from iTunes or wherever, but it is the continuous mixes which represent what the album is all about.

What features should have a song to be included in your set?

That is an easy one to answer; they need to be strong melodically, have a warm production and to be created from the heart. It’s not difficult to tell when a track has genuine emotion behind it – something which is integral to the sound of Pure Trance. Cold, hard and abrasive sounding tracks won’t make it into my sets. It is possible for a record to be powerful and tough but also intensely emotional.

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