Un classico disco del 1979, due producer abituati a muoversi tra grandi festival e club internazionali e una label che ha fatto della rilettura dei brani dance la propria missione. Oliver Heldens e Will Clarke rilasciano su Époque, l’etichetta di Charlotte de Witte, una nuova versione di “Lost In Music” delle Sister Sledge.
Il brano conserva l’anima euforica dell’originale, ma viene portato in una dimensione dove i synth distorti e le sonorità techno regnano.
“Lost In Music” è uno dei classici assoluti della disco music. Pubblicata nel 1979, è stata scritta e prodotta da Nile Rodgers e Bernard Edwards, il duo creativo degli Chic, e interpretata dalle Sister Sledge.
La canzone raccontava la libertà di lasciarsi andare alla musica e il senso di comunità che nasce sulla pista da ballo. Heldens e Clarke hanno scelto di non snaturare questo messaggio, ma di tradurlo in un linguaggio più vicino alla club culture contemporanea.
La nuova versione parte da un mix di elementi sonori taglienti e immersivi . La voce di Joni Sledge viene trattata con effetti discreti, mentre le frasi di synth e i suoni distorti richiamano, in modo frammentato, il carattere delle chitarre originali.
Un remix che cresce fino al drop
La traccia mantiene un andamento diretto, ma lascia spazio alla tensione. Il groove si sviluppa progressivamente, poi si apre in un breakdown ampio che riporta la voce al centro.
Da qui, una build crescente conduce a un drop energico e fisico. È il punto in cui la nostalgia disco scompare per qualche istante e lascia spazio all’impatto delle sonorità attuali che fanno impazzire i club e festival di tutto il mondo.
Il risultato è un crossover molto preciso:
- la melodia e la positività delle Sister Sledge;
- il tocco sonoro di Oliver Heldens;
- la spinta techno e warehouse di Will Clarke;
- la dimensione festival della nuova produzione.
Oliver Heldens e Will Clarke: una collaborazione rara
“Lost In Music” è soltanto la seconda collaborazione tra Oliver Heldens e Will Clarke. I due artisti sono amici da anni, ma arrivano da percorsi differenti.
Heldens, DJ e producer olandese con numerose certificazioni platino, ha costruito una carriera tra house, electro e pop elettronico. Clarke, invece, è un DJ e producer britannico, songwriter nominato ai Grammy e label head, conosciuto per un sound più duro e orientato alla pista.
Entrambi hanno accumulato miliardi di stream e hanno già testato il remix durante i propri show internazionali. La traccia ha quindi avuto una prima vita nei DJ set, prima di arrivare alla pubblicazione ufficiale.
Heldens racconta di aver ascoltato l’edit originale di Clarke e di avergli proposto di renderlo più melodico e soul, aggiungendo il pianoforte nei drop. L’obiettivo era conservare la spinta warehouse di Clarke, ma inserire una dimensione più emozionale.
Perché il brano esce su Époque
Époque è il progetto discografico di Charlotte de Witte, nato per riscoprire e aggiornare i classici della musica dance. Il nome richiama una ricerca sulla storia della nightlife e della cultura delle discoteche belghe.
La label non guarda al passato con nostalgia passiva. L’idea è rimettere in circolo brani importanti, affidandoli ad artisti capaci di farli funzionare in un contesto nuovo.
La scelta delle Sister Sledge si inserisce perfettamente in questa direzione: un classico riconoscibile, ma abbastanza ricco da poter essere trasformato senza perdere il proprio carattere.
La voce di Charlotte de Witte
“Quando ho ascoltato questo remix per la prima volta, ho capito subito che sarebbe stato perfetto per Époque”, ha spiegato Charlotte de Witte. “Cattura completamente l’atmosfera dell’estate e mette di buon umore. Pura felicità in forma audio.”
La frase descrive bene la natura del progetto. Anche con il nuovo beat e la maggiore energia da club, “Lost In Music” resta una traccia luminosa, capace di portare ancora oggi la sensazione di libertà e condivisione tipica dell’originale.
Una nuova vita per un classico
Il valore di questo remix sta nel suo equilibrio. Heldens e Clarke non cercano di trasformare “Lost In Music” in qualcosa di irriconoscibile. Lavorano sui suoi elementi più forti, la voce, il groove e la melodia , e li inseriscono in una produzione più intensa.
Per chi conosce l’originale, il brano mantiene diversi punti di contatto. Per chi lo ascolta per la prima volta, funziona come una traccia nuova e molto attuale.
È così che un classico può tornare a vivere: non ripetendo il passato, ma permettendogli di cambiare forma.
